Coi polsini insanguinati

venerdì, giugno 20, 2008


Se fossi la Strega dei Corvi, saresti morto.

Sotttotitolo: "Normalmente i rasta sanno di bob Marley, invece tu sembri... un pirla"
(questa la capisce solo una ristretta cerchia...)


Diceva Cioran che quando si odia profondamente qualcuno bisognerebbe prendere un foglio di carta e scrivere "La tal persona è un farabutto, una canaglia, un essere ignobile" e via discorrendo, fino a esaurire l'argomento e subito ci si sentirà meglio.
In effetti il sitema ha una sua validità e più di una volta l'ho usato, su questo blog ad esempio, anche se non elimina completamente la voglia di sparare. In  fondo è meglio, perchè sarebbe un vero spreco.

Ho scritto una lettera l'altro giorno, indirizzata ad un amico, per spiegare il modo in cui vedo le cose, come mi sento, perché mi sono resa conto che quel che appare all'esterno non è molto chiarificatore di come vedo le cose.
Non so se consegnerò la lettera perché la persona a cui è indirizzata sta già abbastanza male per quello che il CSM è riuscito a fare anche a lui, senza che io debba andare a girare il coltello nella piaga. La vera differenza è che io sono passata ad un caldo e confortante disprezzo, mentre lui soffre per un'amicizia perduta.
Così ho deciso di ricopiarla qui, questa lettera, e usare questo blog, come sempre, per esternare tutto quello che non è il caso di dire in pubblico...
Forse qualcuno tra quelli che leggono si sentirà offeso da quello che ho da dire.
Credo che possa dispiacermi, ma del resto, se il mondo tollera lui, io posso anche permettermi di essere sincera e cattiva una volta tanto. Perché comunque di gentilezza e cura per le persone non ne ho più.
Ph5.5 mi diceva che mi sto trasformando in un'altra persona e che mi vede cambiata.
Sono cambiata.
E non posso farci molto. Se qualcuno volesse prendersela con qualcuno se la può prendere col pezzo di merda che ha operato la mia trasformazione.
E se qualcuno si dovesse offendere e volesse parlarne, io a differneza del figlio di puttana, sono ancora disposta al confronto. Tanto non mi importa più molto di perdere o vincere.

Io mi rendo perfettamente conto di quanto io debba sembrarti giù di testa riguardo a questa storia.
Mi rendo anche conto che non posso pretendere che tu o qualcun altro condividiate il mio modo di vedere la cosa. difatti non lo pretendo, sarebbe seriamente molto egoista e anche un po' stupido da parte mia.
Quando dico che mi piacerebbe che gli altri capissero è vero, ovviamente. Mi piacerebbe riuscire a far capire a te agli altri il mio modo di vedere le cose negli ultimi mesi.

Prima di tutto un chiarimento: io non sono incazzata con il CSM perché mi abbia "sedotta e abbandonata", nè perché non si sia più fatto sentire, non sono incazzata perché non ha continuato a uscire con me.
Io sono incazzata, e molto, perché mi ha trattato come una perfetta sconosciuta, come una stronza qualsiasi, conosciuta per caso. Sono incazzata nera perché mi ha rotto le palle per settimane con la sua paranoia del "non voglio fare qualcosa che poi ti faccia stare male" ed era tutto un parlare per l'anima del cazzo. Perché se davvero gli fosse importato qualcosa di come sto o come non sto ora non sarebbe scomparso completamente, appena comunicatami la notizia della sua nuova importantissima fiamma. Ma ancora prima, se gli fosse  fregato qualcosa di me si sarebbe sprecato a parlarmi faccia a faccia e non via msn.
Ce l'ho con lui perché i casi sono due: o non gliene frega un cazzo di avermi fatto del male, di aver guadagnato qualcuno che lo odia, non gliene frega talmente un cazzo che nemmeno pensa di sprecare il suo prezioso tempo per provare a metterci una pezza, oppure, molto semplicemente, non ha le palle per farlo.

La prima ipotesi è senza dubbio anche quella vera, non credere che io mi illuda che il gran figlio di troia abbia qualcosa da dirmi. Quando di qualcosa o qualcuno gli importa,  anche quando non ha le palle per affrontarle, si vede. Io non rientro nemmeno nel circolo ristretto delle persone che considera degne della sua attenzione.
E' abbastazna logico che tutto questo non abbia fatto molto bene al mio orgoglio, si capisce.
Figurati che figata sentirsi dire che una tizia conosciuta da due giorni merita da lui più attenzione e rispetto di quanto ne possa avere io. Praticamente ho lo stesso valore, a livello umano, di un pezzo di carta igienica.
Anche solo per questo piccolo insignificante particolare credo che si meriti TUTTO IL PEGGIO.

All'improvviso, dopo qualche giorno passato a piangere, per la frustrazione, per la rabbia e per l'umiliazione ho cominciato a vedere la situazione per come era e l'ho trovata sostanzialmente non giusta.
Perché questo essere, fatto di merda e di mediocre egoismo, che passa sopra la gente fottendosene di tutto e di tutti, deve sempre averla vinta? Perché lui, che è come è, ha quello che vuole, sempre e comunque, senza doverci soffrire dietro neanche un po'?
Volgio dire, ha i suoi amici che non lo mollano, qualsiasi cosa faccia e non parlo solo di coglioni come ABnormal, ma anche di gente che parrebbe molto migliore e che dice tanto, ma poi continua a considerare il CSM un fratello, a dargli corda, a uscirci insieme e via dicendo. Tutti continuano a fare quello che il piccolo capetto vuole e dice, tutti gli perdonano sempre tutto e se qualcuno non lo fa, come te o come Ph5.5, alla fin fine, mi spiace dirlo, ma non gli cambia poi di molto la vita. Continua ad avere la sua corte, che gli dà corda perché, poooveriiinoooo, sta tanto male e bisogna capirlo, perhcé ha una grande tragedia alle spalle!
Ma vada a fare in culo! Lo ha mollato la ragazza, sai che cosa insuperabile! E' stato da solo per addirittura le bellezza di qualche mese! Oh, poverino! che immesna tragedia!
Io non riesco ad accettare che uno stronzo come questo abbia quello che ha e si lamenti anche e che tutti gli diano corda a manciate. Non riesco ad accettarlo quando io, che per carità non sono mica una santa, ma non credo di essermi mai comportata così di merda, rimango da sola da tanti di quegli anni che non tengo nemmeno più il conto, senza nemmeno avere il conforto di una storia ogni tanto, anche di mezza giornata, per carità, senza nemmeno permettermi di sperare in una cosa tipo qualcuno a cui interessare, per qualsiasi cazzo di motivo. Io sto di merda e lui se ne sta beato con la sua stronza di vent'anni, i suoi amici del cazzo e la sua vita liscia come l'olio.

Bene. Spero che la sua vita gli crolli addosso, che le cose comincino a girare tanto male da fargli chiedere se forse non se lo sia meritato.
Ho bisogno di vederlo soffrire, di sapere che sta male, che paga per la persona schifosa che è. Ne ho tanto bisogno che vorrei poter essere parte di questo ribaltamento, vorrei poter essere il motore scatenante del rivolgersi delle cose.
Vorrei che si chiedesse se questa volta non ha esagerato, vorrei fare in modo che ogni mattina, al risveglio, nella sua vita che va di merda, si chiedesse come fare, che pregasse di poter tornare insietro ed essere meno figlio di puttana.
Vorrei fare in modo che si dicesse che questa volta ha fatto lo stronzo con le persone sbagliate. Vorrei che piangesse, strisciasse, implorasse, vorrei che si maledicesse e passasse le notti sveglio, solo, a girarsi in un letto freddo, con la volgia di urlare e il bisogno di qualcuno a cui chiedere aiuto, il bisogno disperato di qualcuno a cui chiedere aiuto e la consapevolezza che quel qualcuno non c'è, non più e che la colpa è solo sua.
Vorrei tanto essere motore e carburante di tutto questo. Vorrei sapere che ogni volta che pensa a quella sera passata con me, si rendesse conto che sarebbe bastato davvero pochissimo per fare andare tutto nel modo migliore, che sarebbe bastato comportarsi da essere umano e non avrebbe aggiunto un mattone al muro contro al quale deve essere fucilato.
Ma a lui dei mattoni non frega un cazzo.
Non gli importa di me, non gli importa di te, non gli importa della ragazza dell'Uomonero, non gli importa di Ph5.5 e si potrebbe andare avanti parecchio coi nomi.
Lui, di tutti coloro che ancora non ha trattato come spazzatura, direbbe che ha la massima considerazione, ma sono puttanate. Puttanate le storie sul senso di appartenenza, di fratellanza e di rispetto. Sono solo parole di cui ama riempirsi la bocca, fino al momento in cui non gli gira di buttare nel cesso uno di questi irrinunciabili fratelli. Parole come quelle che ha sprecato con me sull'amicizia e sul rispetto, parole vuote, dette solo per dar aria alla bocca che tanto non sa usare in modo più utile.

Spero che il mondo gli volti le spalle e che ci soffra.
Perché se lo merita, certo, ma soprattutto perché è profondamente ingiusto che se la cavi con niente, nemmeno il rimprovero di quei suoi amici che avevo persino pensato fossero anche miei buoni conoscenti o tuoi amici.

So che tutto questo mi avvelena e mi rende anche infantile, ma rivendico il mio diritto al veleno e all'infantilità, perché non ho ottenuto niente ad essere corretta e sincera o almeno a provarci. Ora ritengo di potermi permettere di desiderare cose poco nobili e di spingerle anche nel verso che voglio, se posso, per chi ha ucciso una parte di me.
E' vero, non avrei dovuto mai dare nessun tipo di fiducia a un essere come lui, nemmeno il beneficio del dubbio, nemmeno il lusso di tenere il comportamento, con lui, da persona a persona.
Avrei dovuto trattarlo intenzionalmente come un cane. E non voltarmi indietro.
Avrei avuto rimorsi, ma non rimpianti.
Ora non possiedo più rimorsi e a lui auguro rimpianto.
E impotenza. E dolore. E solitudine.
Le stesse cose che ha saputo dispensare così generosamente.

Dal nido di Raven | 19:41 |Categioria:nevermore, me myself and i, veleno
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martedì, maggio 13, 2008


Facciamo l'appello

Gli eventi e i non-eventi di questi giorni mi hanno fatto rileggere queste pagine, in qua e in là, saltando da un post all'altro.
Gli ultimi mesi hanno anche portato nuovi lettori su queste pagine e nuovi personaggi.

Per queste e altre ragioni, ho pensato di fare un appello dei protagonisti, delle comparse e di tutti -o quasi- i personaggi di questa storia, così come li ho battezzati nel corso degli anni.
Quindi, eccovi un pratico elenco per orientarvi nel Raven' World. ;)
L'ordine è rigorosamente sparso.

Se volete potete dire "Presente!"

Il Cavaliere Senza Macchia
L'Orsorivoluzionario
Ph 5.5
Psychodancer
Paranoiadiesistere
Piccolo Dolcetto all'Arsenico
Empatiacanaglia
Il CanadioTraforato
Cuocobicolore
Brucaliffo
ZignoreTiMale
Il Saltimbanco
Sanguignogreco
Il Rosso
ABnormal
Perseo
Mr. Chiamami
Il Cattometallaro
Lo Zombie
Birdie
Cassiopea
Il Principe
La Fan
La Pantofola Ortopedica

Un bel circo di personaggi, non c'è che dire...
Di sicuro me ne sono dimenticata qualcuno.
Se volete facciamo un gioco: mi scrivete via mail, voi che sapete o credete di sapere chi si nasconde dietro ogni nome, e io vi dico quanti punti fate! ^__^

Vabbeh, che non si fa per tirarsi un po' su di morale, eh?

Ancora non Re.
Però cresce l'indifferenza.

Dal nido di Raven | 13:49 |Categioria:me myself and i, once upon a time
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lunedì, maggio 12, 2008


Infestata

Dormo e mi sveglio con la nausea.
Da due, tre giorni mangio e ho la nausea, forte e la gastrite mi dice "ciao! ti eri dimenticata di me,eh?".
Psicosomatica di merda.

Dormo e non riesco a cacciarti dai miei sogni.
E' una cosa odiosa. Chiudo gli occhi, faccio  il vuoto, cerco di pensare a qualsiasi cosa pur di non pensarti e invece, appena lascio le briglie, il mio subconscio ritorna verso di te.
Dormo e ti sogno.
Ti sogno nei posto più strani, nello sudio del commercialista (!), nel bosco di Femminamorta, nel parco della villa dei Mostri a Bomarzo, nella mia vecchia stanza di quando ero bambina.
Sogno la tua testa appoggiata sul mio petto e di accarezzarti le orecchie, i dread, arrotolarmeli tra le dita. Sogno di sfiorarti le ciglia e sogno di sentire il tuo respiro sul palmo della mano.
Sogno il tuo odore, che in genere sento a metri di distanza, che sa di muschio, cioccolato e quel qualcos'altro che non ho fatto in tempo a determinare.
Sogno la sensazione del silenzio.
Sogno discorsi anche, proprio ora che non c'è più niente da dire e da capire.
Poi nel sogno arriva, inaspettata, lei, la tua ex. E io mi alzo, sciogliendo le mani dai tuoi capelli, e vi lascio soli. Anche nei sogni mi sento di troppo. Anche nel sogno mi sale un magone da dentro, alla bocca dello stomaco. Anche nei sogni mi sento sconfitta, gettata via.

Poi mi sveglio e torno dentro al personaggio, quello che mi sta facendo stare relativamente bene, quello che mi permette di non piangere più e non tirare pugni al muro.
Le mie nocche si sono già travestite di nuovo da mani normali. Guarisco in fretta e non ci sono segni. Quasi li avrei voluti. come quelli dei tuoi denti. Spariti in due o tre giorni senza lasciare traccia. Avrei voluto averli un po' più a lungo già allora. Come se avessi saputo che potevano essere l'unica cosa che mi sarebbe restata da tutto questo.
Ho bisogno di avere qualcosa. Un segno, un ricordo, qualcosa di tangibile, qualcosa da toccare, qualcosa di meno inesistente, impalpabile, effimero di un ricordo e di parole dette da un altro te.

Mi sono resa conto che non ce la faccio più. Anche io ho bisogno di qualcosa di concreto, come tutte le altre stupide, sciocche e deboli persone.
Ho bisogno di sguardi e di un sorriso, ho bisogno di una parola o due di quelle che si dicono solo in certi casi e a certe persone, ho bisogno di scambiare qualcosa, di farmi portare fuori, di cenare insieme e magari, perché no, andare a vedere un film, un concerto, andare a bere qualcosa, a fare un giro in macchina verso niente, per il gusto di andare, ho bisogno di arrossire e di sentire che non sono data per scontata, ho bisogno di giocare un po', ho bisogno di sentire il respiro di qualcuno che mi dorme accanto, di cose come questa.
E lo sapevo, ovvio, dovevo saperlo, che non avrei avuto nulla di tutto questo. Io non ho mai nulla di tutto questo. Io sono quella che si riveste e che esce di nascosto. Io sono quella con cui poi si fa finta che non sia successo nulla. Io sono quella di cui ci si imbarazza, quella che non diventa mai altro che quella con cui scopi. A volte è stato per decisione mia, a volte, spesso, no.
Ma adesso capisco che ho bisogno di... E' così un delitto dirlo? Di un po' di complicità, di desiderio, di un minimo, anche pochissimo, di corteggiamento stupido, di cura, di piccole cose semplici.
Sapevo che non le avrei avute da te, certo. Non per questo fa meno male sapere che per l'ennesima volta le dai ad un'altra.
Non sono mai io.
Nè per te nè per nessun altro.
Non sono mai io quella che viene scelta alla fine.
Io sono un passaggio. Una specie di grotta iniziatica attraverso cui si passa, si cambia, si cresce e si scopre quel che si vuole. Poi si esce e lo si va a cercare altrove. Siamo seri, nessuno si ferma a vivere nella grotta.

Tutte queste cose la rabbia le cancellerà come sta facendo col resto. Ha già cancellato le lacrime. Venerdì pomeriggio, sotto la doccia, ho pianto fino a farmi male agli occhi e ho urlato e colpito il muro. E poi venerdì sera ho lasciato che un paio di amici, senza dire nulla e senza fare nulla di che, ma semplicemente essendoci, mi facessero asciugare le lacrime.
La rabbia sta portando via tutto e poi anche la rabbia sarà portata via. Diventerà indifferenza, disprezzo.
Per ora sono riemersi vecchi ricordi.
Strano.
Come un filmino in super8, io e lo Pasychidancer sul lettone, con la finestra spalancata e il caldo di Bologna d'agosto a parlare, arrotolati l'uno all'altra. Lui che mi racconta della tipa con cui è uscito e andato a letto, io che gli faccio battute e gli chiedo i particolari. Lui che mi racconta e ridacchia. Poi facciamo l'amore. e di nuovo. E di nuovo. E di nuovo. Poi è di nuovo notte e poi di nuovo giorno e nulla diventa doloroso o difficile.
Forse era felicità quella. Forse era l'unica che mi era concessa. Stare con un uomo che non amavo e che non avrei amato mai. Fare quello che ci pareva, uscire anche con altri, ma poi tornare a noi, come un appuntamento non scritto. Condividere le cazzate, guardare film assurdi sdraiati sul letto mangiando schifezze. Farmi chiamare Madame all'orecchio, piano. Sentirmi in colpa perché non ti amavo, ma darti tutto quello che volevi solo per la gioia di vederti felice, almeno per un po'.
Forse era quella la felicità, l'unica che mi fosse concessa. Ma è finita. Io l'ho fatta finire perchè non riuscivo più a far finta che non importasse amarti.
E poi era arrivato lui, di nuovo, come un onda. Il Cavaliere Senza Macchia a infestarmi la testa, il cuore, i sogni. E non riuscivo più ad essere felice.
E' strano pensare a queste due storie in parallelo. Hanno pochissimo in comune e quel poco è andato così diversamente.

Ho i sogni infestati e paura di restare sola, di rimanere ancora sola, di continuare sola. Non credo di farcela più. Ma non merito niente altro che i ritagli e le briciole di quel che poi viene riservato ad altre, evidentemente.
Ora devo solo imbracciare il lanciafiamme e scacciarti dai miei sogni, CSM. Far pulizia, cacciare il tuo odore e il tuo respiro, le parole false dette con quella naturalezza sfrontata, tutto quanto deve bruciare.
E poi avrò solo un'altra cicatrice.

Dal nido di Raven | 18:43 |Categioria:me myself and i
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venerdì, maggio 09, 2008


Una volta quando qualcuno o qualcosa mi faceva male scrivevo.

Non riesco più a scrivere come una volta, nè quanto a qualità, nè quanto a genere di parole che mi rotolano fuori.
Ho perso quello che si sentiva sulla punta della lingua leggendomi. Era qualcosa di dolce anche se faceva male. Forse era speranza.
Ma da quando il CSM ha cominciato a umiliarmi e io a lasciaglielo fare, ho ripreso in mano la penna, metaforicamente parlando, e ho scritto di nuovo qualcosa che si avvicina alla poesia, dopo anni che non lo facevo.

Non sono belle, non sono ben scritte, ma quando qualcosa o qualcuno mi fa male io scrivo.

27 Aprile 2008

se le trame dei tuoi occhi
fossero storie
sarebbero raccontate e poi cancellate
davanti ad un fuoco intermittente
così come dici di temere la finzione dell'attore
e intanto sai far tua la più pura
delle false verità
chiedi fuoco e dispensi ceneri
e le mani restano vuote
orfane di calore
sterili, inodori
di selva
di notte
di albe mancate
della verità non conosci che il suono
te ne manca l'anatomia
e della fiamma non sai sostenere il dolore
fuggi e perdi sostanza
come un ricordo fatto di pelle
e ciglia scure
come miserabili farfalle cieche.


9 Maggio 2008

e non c'è dubbio che ti sfiori
non c'è pace che ti meriti
non ci sono più domande nè segreti
solo le lacrime sanno asciugarsi
e divenire sale
tu sai fare del sale neve sporca
e io del dolore so far veleno
la verità più falsa
il più insincero degli onesti
in bilico sull'orlo di frasi
svuotate come gusci di lumaca
e ancora, ancora rancori e rinunce
unghie sulla lavagna
cocci di bottiglia
da inghiottire come pillole
che non curano alcun male
e sangue fatto di pastelli a cera
tessere un mantello di te non è difficile
ma portarlo ti sia grave
per ogni filo che si svolge
un rimpianto, una menzogna
assassino senza onore
combattente da salotto
vita putrida e bugiarda
bestia inutilmente viva

Dal nido di Raven | 19:07 |Categioria:nevermore, versi scomposti
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Figlio di puttana.

Passato il momento di buio totale, scrivo due considerazioni a caldo che pubblicherò poi.

Prima di tutto, i fatti, come sempre.
Sabato notte: messaggini allusivi e divertenti, dopo quasi un mese di Siberia.
Martedì notte: altri messaggi e una scommessa fatta per gioco.
Mi arriva il suo primo sms mentre sono al computer a scrivere il post sui rapporti a tre.
Dice più o meno così: "Serata paicevole, si beve, si chiacchiera, arrivo a casa e mi faccio un personal... indovina cosa manca?"
Io replico "Se indovino cosa vinco?"

E da lì comincia il giochino... Due piccoli quiz e due premi in palio, uno a testa.
Lui sceglie il suo premio, mi arriva l'sms e quasi divento rossa: "Scelgo di poterti avere come e quando volgio, una notte di mia scelta."
Io sceglo il mio premio. Vinciamo entrambi.

La cosa continua e io sono un po' basita da questo improvviso ritorno dopo un silenzio di un mese. Ma va bene, in fondo mi va bene, insomma, mi hai vinto una nottata di sesso ai tuoi comandi? Sai che terrrrrrribile concessione per una come me, eh! Voglio dire, sono una di quelle che adorano consegnare le chiavi, di tanto in tanto e dire "prego, guida tu e portami dove ti pare", per cui, festa grande!

Proseguiamo su quell'onda, sms sempre più sul "vorrei questo e quest'altro, farti quello e quell'altro..." fino a che finiamo a voce e a respiri nella cornetta del telefono e a tutto quello che viene dopo...
Finisce così, con la promessa di trovarsi, nei giorni immediatamente a seguire, per riscuotere i rispettivi premi.

Ieri vado dall'Orsorivoluzionario. Mi dice che il CSM è uscito con una. Un'amica della ragazza di ABnormal. Uaaauu.
Un po' mi dà una strana sensazione di "ah, okkei.", ma mi passa subito. In fondo non mi crea problemi.

Stamattina mi becca su msn:

CSM: hola
Raven: 'giorno!
(da parte mia un minimo di imbarazzo c'è, dopo che l'ultima volta che ci siam sentiti è stata come è stata...)
CSM: si è detto ipersicerità giusto?
Raven: yep! (e intanto penso: ecco che arriva il dietrofront...)
CSM: così ti dico che da un paio di giorni mi vedo con una tipa conosciuta mercoledì (eccolo....)
Raven: e io ti dico che lo so... (faccio la splendida...)
Raven: ^_^
CSM: ah molto bene :)
CSM: così se la becchi fuori con noi e cose simili non è una sorpresa (paraculo di merda)
CSM: sai quindi anche che sono (molto molto in fondo) una brava personcina e quindi farò il bravo

Fine della chiacchierata.
Quindi, traducendo: finché esco con questa tizia consociuta due giorni fa io e te nisba. Perché lui è una brava personcina.
Lui è un figlio di puttana, ecco cosa.
Perché se esci cion questa tizia appena conosciuta devi esser bravo e non vedere anche me nel frattempo, perché sei il fottuto cavaliere senza macchia.

Certo... Certo, sei quello che "non ho volgia di una storia adesso, non mi va di incasinarmi e impegnarmi..." ma per una tizia X con cui esci due giorni sei subito pronto a reinfilarti (in culo possibilmente) la tua armatura luccicante.
Come dire... Una si chiede, oh, come mai per me questa regoluccia non vale?
Perché con me puoi non farti sentire per un mese e ricomparire all'improvviso?
Come mai con me non vale la regola?
Se esci due sere con una non puoi far sesso con me.
MA se fai sesso con me puoi uscire con chi ti pare... non fare sesso perché non te la danno prima di spenderci un po' di tempo.

Molto semplice capire perché, perché a questa ci tieni. A me no.
Facile facile.
E io ci rimango di merda.
Non che pensassi chissà che... Però mi ero concessa di sperare che almeno uno straccio di rispetto ci fosse.
Inece sono solo una cosa. Una cosa che chiami quando ti va e che nella tua testa deve stare lì ad aspettarti e a soddisfare le tue richieste.
Così adesso esci con questa e già vedo quel che può succedere. Se ti piace e lei è stupida finirete insieme tempo una settimana. In fondo vuoi soltanto una che te la dia e che sia abbastanza fuori dai tuoi giri di amici e di svago da non romperti i coglioni. Una da illuderti di gestire come vuoi e che ti stringa il guinzaglio ben bene, ma senza fartene accorgere. In modo da poterti sdraiare ai suoi piedi, ma mantenendo un virile e littorio orgoglio!
E io non sono così.
Non sono strafiga, non sono docile, non sono gestibile da un subnormale, non sono innocua, non sono infilabile in uno scompartimento.

Sono un corvo, non riesco a legarmi, ma ho bisogno di dare e di prendere. Qualcuno mi ha detto che forse questo ti fa paura. Semplicemente credo che non sia quel che cerchi. Ma che tu non cercassi me era qualcosa a cui ero già arrivata.

Mi ero illusa di poter passare qualche momento bello senza farmi trattare come una cosa, come un oggetto da buttare via quando non ti serve più
Mi ero anche ripromessa che non me lo sarei lasciato fare.
Invece eccomi qui.
Brava idiota.
Fa male.
Fa male capire di essere stata solo una cosa, messa per l'ennesima volta da parte.
Eterna seconda scelta di tutti. Perché chi sceglierebbe me se avesse una qualsiasi altre possibilità?
Certo, sono quella che a letto può farti stare da dio, quella a cui puoi chiedere tutto e fare tutto, quella che ti fa sentire desiderato e figo. Una panacea per il tuo orgoglio ferito.
Ma una volta usata, eccomi nella spazzatura.

Beh, la prossima volta in cui ti sentirai giù o avrai voglia di scopare, di persona o al telefono, vedrò di non esserci.
Ma mi conosco, purtroppo e so che farò una fatica del diavolo a dirti di no.

Masochisti si è prima di tutto nell'anima.
E figli di puttana anche.
E tu lo sei.

Dal nido di Raven | 15:33 |Categioria:nevermore, me myself and i, once upon a time, veleno
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Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.
Ora mi passa.

Idiota.
Idiota vulnerabile e stupida.
Idiota vulnerabile, stupida e...

Ora mi passa.

Dal nido di Raven | 13:00 |Categioria:nevermore, me myself and i
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mercoledì, maggio 07, 2008


Voyeur e egocentriche?

Mentre la nottata prosegue con il consueto scambio di sms deliranti tra me e il CSM (siamo veramente al paradossale) mi propongo di tirar fuori una riflessioncina fatta qualche giorno addietro dopo una chiacchierata con un'amico.

Nel mio piccolo ho avuto un buon campionario di esperienze divertenti e qualcuna anche abbastanza fuori dai canoni da essere catalogata come 'fantasia realizzata', ma una mi manca e devo dire che mi spiace parecchio, ovvero un bel triangolo di letto. Di letto, sia ben chiaro, che di triangoli sentimentali ne abbiamo avuti fin troppi, e quadrangoli, poligoni sfaccettati e colorati, no, no, solo si sesso si parla.
Ecco, io e altri due gentili figlioli. Anche tre, eh, ma francamente non so se sarei all'altezza... I numeri son sempre stati il mio problema!

Al che viene da riflettere sulle differenti visioni di un rapporto a tre che si possono avere tra maschi e femmine...
Nel novanta per cento dei casi, se  a uno dici "e mi piacerebbe fare una cosa a tre" quello ti propone per il Nobel e comincia a fare nomi di ragazze che si potrebbero includere nel giochino.
Ma magari tu, donzella, stai pensando ad una cosa con te, lui e un altrO.
Il fatto di fare sesso in tre con due donne e un uomo, non è nemmeno da buttar via come idea, ma nove volte su dieci una ragazza preferirà l'altra opzione...
Perché? E' quello che si analizzava, giustappunto.
Primo: se non sei sicura di te almeno quanto una divinità minore, l'idea di metterti nel letto un'altra donna ti crea un bagaglio di complessi, timori e paure da gran premio.
Ci metterà a confronto?
E se gli piace più lei di me?
E se poi mi chiede di rifarlo, sempre con la stessa ragazza?E se non gli basto più io?
E se poi mi molla per lei? O si vedono di nascosto?
E via su un tram chiamato paranoia!

Poi c'è un altro aspetto da considerare.
Mentre una donna, il più delle volte, vede nel sesso con due uomini un "evvai! mi scopano in due, festa grande!", un uomo, sempre il più delle volte, vede nel sesso con due donne un "Evvai, mi scopano tutte e due e si scopano pure tra di loro!"
Generalmente insomma, nella fantasia maschile di sesso a tre, è abbastanza indispensabile che le due componenti femminili del triangolo se la giochino anche tra di loro, mentre nell'idea femminile della cosa, nell'equivalente con due uomini e una donna, che i due si facciano tra di loro o no è abbastanza indifferente.
La cosa fa scattare un altro ordine di problemi in una ragazza media, tra i quali possiamo elencare:
Ma a me non è che le donne facciano sto gran sesso...(Quando magari non c'è proprio un "a me le donne non piacciono e basta")
Oppure: ma non son mica capace!
O anche: ma a sto punto stai a guardare noi due che ci scopiamo?
E via discorrendo...
Certo, c'è da pensare che a un maschietto magari non troppo sicuro di sè, l'idea di fare sesso a tre con un altrO ponga questioni molto simili quanto a imbarazzo, paranoie, ansie da prestazione e via dicendo.
Però è vero che se in un triangolo le due ragazze non si baciano e accarezzano almeno un po' la componente maschile ci rimane male, mentre se i due maschietti di un triangolo non fanno che occuparsi della fortunata signorina, quella non si lamenta affatto... O sbaglio?

Da questo che si può conlcudere? Forse che noi donne siamo egocentriche in maniera spropositata e che gli uomini hanno tutti l'animo del voyeur?
Forse...

 

Intanto, appena finito di scrivere questo post, abbiamo sperimentato qualcosina di nuovo che ha i suoi lati divertenti. Sesso telefonico? Vado a dormire che è meglio. Ma mi ci vuole una sigaretta prima.

Sì, ho ricominciato a fumare.

Dal nido di Raven | 04:15 |Categioria:closer, sociologia o nera maggggia
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mercoledì, aprile 23, 2008


Blood roses

"Blood roses, blood roses, back on the street now...
Can't forget the things you never said"

Succede che le cose non vanno mai come vorresti che andassero e, alle volte, le cose più semplici e dirette si incasinano e si rovinano.
"A volte si vince, a volte si perde, a volte piove..."
Ecco, piove.

Succede che siamo passati da "Resta qui a dormire, ti sveglio quando torno, con un bacio e qualcos'altro..." a "Potrebbero nascere dei casini."
Siamo passati da "Dobbiamo stabilire di vederci solo dopo un certo orario o non avremo più una vita sociale" a "Se ricapita ok, ma non cerchiamocela."
Siamo passati da "Ma se ti metti con qualcuno continuerai a venire a letto con me? No perché io non ti lascio mica più stare!" a "Cosa pensi tu? Cosa penso io?"

Che il CSM avesse la maturità emotiva di un'arachide (vero, Cassiopea?^___^) lo si sapeva. Che non avesse però la misura di palle e sicurezza che ci vuole per mandare avanti le cose in maniera semplice e godibile, potevo ie forse dovevo mmaginarlo.
E così, dopo una delle notti di sesso più belle della mia vita, dopo la promessa e le promesse - tutte sue, sia ben chiaro - di molte altre notti simili a venire, ci troviamo invece in piena Siberia.

Non ho ben chiaro cosa sia successo a dire il vero. Così come parlare con lui, sdraiati sul suo letto, giocando con le gocce di sudore sulle sue spalle, era facile e immediato, è altrettanto difficile parlarci quando sta seduto, in un  pomeriggio di aprile, al tavolino di un bar. Si chiude, sorride e abbassa lo sguardo e evita di guardarmi negli occhi, come fa quando è in imbarazzo e in difficoltà e io non riesco a capirlo.
Può essere stata tutta una serie di pareri inopportuni, anche se a fin di bene, dati dai vari amici a metterlo in difficoltà e a fargli decidere di allontanarsi in questo modo. Per chi non conosce il soggetto può sembrare bizzarro, assurdo anche, ma chi lo conosce sa che tra la tranquillità amicale e la storia con me, per quanto si trattasse unicamente di sesso, ci tengo a specificarlo, lui abbia scelto la prima cosa. Avere il biasimo e le critiche dei suoi amici è qualcosa che evidentemente non è riuscito a sopportare... Certo, al sopprotarlo c'era l'alternativa di dire "Oh gente, ma farvi invece i cazzacci vostri e lasciare stare me e Raven che siam poi due persone adulte e vaccinate?" ma credo che sarebbe stato chiedere troppo.
Per cui niente, una notte e basta è quel che ci è dato e adesso si tratta solo di vedere se gli passa l'imbarazzo e la tendenza alla Siberia.
Certo, questa è solo un'ipotesi, con me non ha detto altro che "Se questa storia continua potrebbero sorgere dei casini" e alla mia domanda "Quali casini, scusa?" non ha risposto e si è fatto evasivo.
Forse pretendere da lui un atteggiamento maturo e rilassato è stato un po' troppo... Poteva dirmi un sacco di cose a pensarci bene. Poteva dirmi che non gli andava più, molto semplicemente o qualsiasi cosa gli passi davvero per la testa. In parte credo abbia anche paura del coinvolgimento emotivo che sta in agguato dietro una cosa simile.
Certo, ammettiamolo, non fai l'amore con una persona in quel modo senza che qualcosina dentro ti cambi. E' talmente raro che due persone facciano "click" come è successo a noi due, che un po' spaventa. Chimica perfetta ma cervellini sbagliati, entrambi. Per cui finché sono le mani, la pelle a parlare, va tutto bene, ma quando le endorfine svaniscono e si riattivano neuroni troppo impressionabili scattano le paranoie.
Probabile.
Così fino a due giorni dopo tutto è stato perfetto, divertente, quasi esaltante, e poi è andato in "errore di protezione generale" e via di schermata blu e buonanotte.
Credo che abbia paura che da parte mia ci sia un coinvolgimento emotivo più grande di quanto non sia in grado o abbia voglia di reggere lui.
E' difficile spiegare che non si tratta di romantici pensieri o amori sopiti che tornano a galla, non saprei come spiegarglielo senza che le mie insicurezze vengano a galla.
Da parte mia vorrei solo starcene a letto insieme fino a non essere più in grado di muovere un muscolo, fino a prosciugarci il cervello e le questioni morali, amicali, sentimentali, finché non resti altro che respiro e sudore. Da parte mia vorrei lasciargli altri segni rossi sulla schiena e avere ancora il marchio dei suoi denti sul collo fino a sanguinare (oddio, ma per una volta che trovo uno che quando morde, morde davvero!), vorrei rifargli certe cose che avevano provocato facce meravigliose e impagabili, vorrei avere qualche altro momento con la persona di quella notte e non con il sostenuto egocentrico di adesso. Da parte mia vorrei poter arrivare sotto casa sua e dirgli di scendere a giocare e ridercela serenamente di tutto e di tutti, godendoci semplicemente l'incastro perfetto di corpi e istinti simili.
Ma lui si spaventa e credo pensi che tutto questo per me significhi un impegno, significhi un legame, qualcosa che non vuole e che non si sente in grado di affrontare.
Sbaglia, ne sono molto convinta, ma non posso fare altro che buon viso a cattivo gioco e tornare a comportarmi come qualche settimana fa, camminandogli intorno in punta di piedi, per non spaventarlo, per non allarmare le sue paranoie già ipereccitate. Poi non esageriamo, eh, che le battute e le allusioni non me le leva nessuno, che, ooh!, so certe cose ora che sono troppo gustose per non pungolarlo un po' di tanto in tanto.
E' fastidioso rendersi conto di avere avuto a portata di mano una possibilità come questa e di averla persa per... Per nemmeno so che cosa.
Per gli amici troppo premurosi e ficcanaso? Forse. Per la sua testa di minchiola? Forse. Non lo saprò mai almeno che non glielo chieda direttamente, cosa che prima o poi ho intenzione di fare, quando le acque si saranno un po' calmate.
Qualnto alla bella amicizia di cui auspicavo la nascita negli scorsi post... Beh, con il CSM non siamo mai stati davvero amici e credo che non lo saremo mai. Con l'animaletto dentro di lui sì, con quella cosa tutta sguardi, denti e mani, battute e respiri, con quella persona lì sì, potrei essere amica, fraterna.
Ma quella persona non esce a giocare e se ne sta chiusa dentro al Cavaliere, ben nascosta, occhi luminosi nel buio di una grotta e non ho il permesso di chiamarlo, blandirlo, farlo uscire a correre con me sotto la luna.
Ed è proprio un peccato.

Dal nido di Raven | 19:36 |Categioria:me myself and i, closer
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mercoledì, aprile 16, 2008


Memoria Sensoriale

hands

Ok, ok, era logico che qualcosa dovesse succedere di diverso dopo un evento epocale come quello della scorsa settimana.
Volgio dire... Una Corvaccia concupisce un Cavaliere per anni, poi lo odia, poi lo ignora, poi lo ama, poi lo ri ignora e poi non lo vede per anni e le passa, poi, finalmente ci fa l'amore una notte e per forza qualcosa di diverso dal solito doveva succedere.

Succede che ho i flashback, porcamiseria!
Sono tranquilla, leggo un libro, faccio la doccia, guido la macchina, bevo il caffè al bar e improvvissamente mi torna in mente un particolare di quella notte.
E arriva la memoria sensoriale.
Eh, era dai tempi del Principe che non mi succedeva una cosa del genere e non accenna a passare.
Mi torna in mente la sua faccia, sotto di me, con gli occhi semisocchiusi e le mani sui miei fianchi e all'improvviso sono di nuovo lì.
Difficile mantenere un contegno, la concentrazione o un'espressione neutra...
Ieri sera guidavo verso casa e improvvisamente, senza averla evocata per nulla, mi arriva la sensazione dei suoi rasta che mi passano addosso, dalle gambe alla pancia, su, verso il seno, verso le labbra, mentre mi tengo alla testata di legno del suo letto.
Mi tocca quasi accostare, chiudere gli occhi, scuotere la testa e aprire il finestrino.
Porcamiseria...
Se fosse successo quando ancora per me lui era tutta la vita probabilmente sarei costantemente in uno stato di deliquio.

Invece, guarda un po', continuo ad essere serena e anche molto fatalista: que serà serà.
L'altra notte, parlando con Ph 5.5 sono venute fuori molte questioni relative alla situazione e alle sue conseguenze. Era ovvio che ci sarebbero state delle conseguenze. Diciamolo, nel nostro gruppo di cervellotici ed egocentrici bambini cresciuti ci sono conseguenze anche per la più piccola delle stronzate, per cui figuriamoci per una cosa come questa.
Le domande di Ph 5.5 mi hanno fatto pensare parecchio.
E se improvvisamente le cose cambiassero? Se questa semplice relazione da scopamici diventasse qualcos'altro?
Improbabile, oserei dire impossibile.
Lui è stato molto chiaro, io anche, lui non vuole legarsi e non cerca una storia seria, a me va bene così.
Lui è ancora in lutto per la fine della sua storia con La Fan e sotto sotto è ancora innamorato di lei.
Io voglio solo godermi il miglior sesso da un sacco di tempo a questa parte, col bonus di una confidenza divertita e intrigantissima.
Cosa farei se domani improvvisamente gli si svegliasse il desiderio di stare con me?
Non lo so, sarò molto onesta -del resto in questo blog lo sono stata sempre- non so cosa farei.
Ho voglia di una realzione con qualcuno che mi piaccia e che mi faccia sentire a posto con me stessa?
Sì.
Ho voglia di innamorarmi, fare cose stupide, progettare sogni, fare regali e sentire il cuore andare a mille?
Sì.
E lui la persona adatta a tutto questo?
No.
Vorrei che lo fosse?
L'ho voluto per tanto tempo che è difficile dire di no. Se domani mi svegliassi di nuovo innamorata come allora e anche a lui succedesse la stessa cosa (non riesco nemmeno a scrivere la frase in sè... rimozione...) allora forse prenderei il tutto come un regalo divino e me la godrei.
Ma siccome lui non è e non sarà mai innamorato di me e io non lo sono più e non tornerò ad esserlo, il gioco dei se e dei ma ha poco senso.
Volgio solo godermi questa cosa semplice, gratificante e bella, senza complicazioni, senza seghe mentali e senza pensare al futuro.

Lui è già abbastanza spaventato così, con tutte le sue pare mentali e i suoi meccanismi contorti. Credo gli sia difficile vedermi come la donna che sono oggi, conosce e conosce pochino, solo la ragazzina che anni fa lo amava alla follia. Raven è una bestia strana e lui non sa da che parte prenderla.
Glielo insegnerò se vorrà e imparerò anche io a capire che cosa sia diventato il fu Cavaliere Senza Macchia.

C'è caso che da tutto questo esca anche una bella amicizia oltre che del sesso stupendo.

 

Dal nido di Raven | 17:49 |Categioria:me myself and i, closer
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venerdì, aprile 11, 2008


Finally Closer...

Certe volte quando succede qualcosa che aspettavi da tanto tempo ti rendi conto che non ci credevi veramente più. Ti dici "no, no, lo so che prima o poi succederà, perché deve succedere" ma dentro non ci credi davvero, anche se non lo ammetti nemmeno con te stessa. E poi il tempo passa, le cose si stratificano, cattiverie celate o manifeste, sfighe, banalità e squallori, momenti alti e momenti bassi e quasi ti dimentichi del fatto che non ci credevi più.
E alla fine succede e ti viene da fare quella faccia... quella lì che si fa scuotendo leggermnente la testa, sorridendo e guardando verso il basso. Quella.

Ho lasciato passare un paio di giorni prima di scrivere qualcosa a riguarda perché volevo aspettare e vedere se mi risaliva su qualcosa. Ma credo che tutto quello che doveva emergere sia emerso e quindi eccomi. Non posso non scrivere di questo.

Questo blog è figlio di una passione. La mia passione frustrata per una una persona.
Ci siamo giarati intorno per anni, per anni ci siamo scazzati, io l'ho amato come un'idiota, lui mi è scappato, mi è corso incontro e poi è riscappato.

Fino a mercoledì.

All'alba.
Su un prato e poi nel suo letto.
Già.
Io e il Cavaliere Senza Macchia.
A letto.
Già.

Vorrei che God, Grey e tutta la banda dei blogger di una volta fossero ancora in circolazione per vedere le loro facce...
Come cominciare? Da dove si parte per raccontare una cosa simile?
La verità è che non c'è modo di raccontare tutto. Quello che si dovrebbe sapere è tutto nelle pagine di questo blog, negli anni. Mercoledì è stato solo... beh è stato l'ombrellino sul cocktail, la nocciola al centro del Bacio Perugina.

Intanto una premessa: erano un paio di settimane che il CSM aveva ricominciato a mandarmi messaggi e io a rispondere. Un giochino, questo, che abbiamo imparato anni fa e che era diventato il perfetto sostituto di una relazione tra noi. Lui scriveva qualcosa, io rispondevo, lui scriveva di nuovo e alzava il tiro, io rispondevo alzando a mia volta il tiro e così via, fino a che il gioco diventava pericoloso e allora lui troncava il tutto lasciandomi di merda.
Sono passati tre anni.
Ho imparato molte cose.
Ho imparato intanto a non dare più peso a quello che scriveva e che scrive.
Ho imparato a non alzare il tiro ma a caricare ulteriormente le sue puntate sul tavolo.
Ho imparato a non lasciargli l'ultima parola.
Ho imparato soprattutto a fare in modo che tutto sembri una sua idea, una sua mossa, una sua iniziativa.
E ho scoperto che sono bravina a questo gioco.
Probabilmente perché a scombussolami la testa non c'è più quell'amore che mi aveva colpita e affondata.

Però è rimasta l'attrazione, quella sì, siamo sinceri.
Dopo secoli che non ci vedevamo siamo andati insieme a una manifestazione.
Tre-quattro ore di imbarazzo e chiacchiere di circostanza. Non riuscivamo nemmeno a guardarci negli occhi. Era lì, tutto quello che era successo, lì sopra di noi e non si riusciva a fare finta di niente. E io non riuscivo a non odiarlo un po'.
Poi si toglie la felpa e mi si spegne il cervello.
Magliettina bianca, nemmeno troppo aderente e lui non è certo più l'omino con i muscoli da big jim, ma io ho questa cosa che  lui lascia intravedere il torace e le braccia e io spengo il cervello.
Per cui, inutile negarlo, lo vedo e penso a mordere...
E alla fine non c'è niente di male, di sbagliato o di che preoccuparsi...

Così, mercoledì sera, dopo una serata di chiacchiere e birra, accompagno a casa Ph 5.5 e mi giro per tornare verso casa.
Messaggio del CSM, col quale tutta sera è stata un'allusione, un invito, un incrocio casuale di occhi, piedi, mani e col quale al pomeriggio c'è stata una conversazione msn di quelle che normalmente si fanno in orizzontale, dopo una sigaretta e prima di una doccia. Messaggio del CSM, insomma, che dice più o meno: "Parliamo solo o facciamo anche qualcosa?"
Io rispondo che dipende tutto da lui, io sto quasi per andare a casa...
"Hai paura?"
Io? Ommiseria, magari... Adoro avere paura...
"Sono nel parcheggio di casa mia."

Giro la macchina e lo raggiungo.

Strano, tremendamente strano stargli così vicino, parlare a quella distanza minima, sentire il suo odore addosso e sapere di non volere fare la prima mossa.
Molto semplicemente per orgoglio.
Perché quella notte fui io a baciarlo e lui a staccarsi.
Provoco.
E lui alla fine scuote la testa e lo fa. Mi bacia.
Cazzo.
Oookkei.
E da lì poi la cosa è andata avanti velocemente, perché non puoi montare il desiderio in due persone per anni e poi aspettarti che rimangano lì come cretini.

La prima parola è strano. Strano perché le sue mani, le sue labbra, addosso, attorno sono qualcosa di... non lo so, non ci credevo più, non pensavo che sarebbe più successo e ogni tanto lo guardavo e pensavo che qualcuno mi avrebbe dato un pizzicotto e mi sarei scantata da una fantasia sessuale nostalgica.
Invece era lì, addosso a me, attorno a me e io avevo, occristo, avavo via libera...

La seconda parola è prato, sul quale siamo finiti, alle  5 del mattino.
"Io te su un prato, ad aprile, all'alba, è perfetto..." Buffo come la gente si abbandoni a certe frasi mentre fa certe cose... Normalmente credo che non gli verrebbero nemmeno in mente.

La terza parola è increduli. Tutti e due. Due cretini, tra l'altro, che si fanno battute idiote mentre scopano e che si guardano sorridendo e pensando "sta succedendo davvero, porcamiseria..."
E poi... Beh, poi non so bene cosa raccontare, ma poter toccare, mordere, graffiare quelle braccia è stata una soddisfazione di quelle che ti mettono in pace col mondo.
E non so bene cosa dire perché è andata pure troppo bene per non essere perplessi... Voglio dire, così bene al primo colpo? Cazzo... E la frase successiva che ha ripetuto qualche decina di volte : "che colgioni a non averlo fatto prima".
E io che correggo: "no, il coglione sei stato tu."
Poi in camera sua. Fino alle otto. Fino a starsene sdraiati e  a dire cazzate a vanvera, senza senso, ridacchiare e fare quelle cose che si fanno dopo. Ma è sempre strano quando dietro c'è tutto quell che c'è tra noi.

Niente romanticismi o promesse, niente realzioni o simili facezie. Due "amici" che fanno sesso insieme. Alla grande oserei dire. E che vedranno cosa succede.
Una promessa a dire il vero me l'ha strappata... In modo anche sleale, perché non chiedi ad una donna una roba seria mentre... Mentre porcamiseria la stai distraendo in quel modo. Ma va bene.
"Prometti che non mi racconterai mai cazzate, prometti che mi dirai comunque sempre la verità, niente balle tra me e te, promettilo."
Non è una cosa da niente da promettere.
E io sono una che fatica a non dire qualche bugia.
Ma ho promesso. Ci proverò, del resto vorrei la stessa cosa ed è importante.
Niente cazzate, niente balle, sinceri e schietti, nudi e crudi. Altrimenti ci potremmo incasinare parecchio, è vero. Odio dargli ragione.
Ma per una volta posso anche farlo.
Dopo che ha fatto salire il mio ego a picchi altissimi facendo certe facce e dicendo certe frasi, posso anche darlgi ragione per una volta.

Ora ho male ovunque... Ero decisamente giù di allenamento e non per modo di dire. Ringraziamo gli anni di ginnastica artistica per aver reso i miei arti pieghevoli anche se non mi muovo da una vita, altrimenti non camminerei. Invece cammino, ma ho lividi ovunque e favolosi segni di morsi -quanto adoro i segni dei morsi! - e un paio di bernoccoli... Io odio la testata del suo letto.
Ora vediamo che succede e ce la godiamo.
Ora il mondo gira di nuovo nel senso giusto.
E mi sento di nuovo del tutto me stessa.
Mi scoccia quasi un po' che sia stato lui a riportarmi qui, nel mio mondo, ma la prendo per come viene e non mi sono mai sentita così serena.

Dal nido di Raven | 16:55 |Categioria:closer
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